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Era una tiepida sera di fine estate e Gloriabella si trovava nel giardino di casa sua, seduta su un dondolo di vimini e tutta presa dalle sue fantasticherie. Dopo essersi crogiolata nella quiete che avvolgeva quel suo piccolo angolo di paradiso indirizzò la sua attenzione verso il cielo stellato e, rapita dalla bellezza della volta celeste, immaginò di volare verso le profondità del cosmo ad accarezzare i pianeti e a baciare le comete.  

All’improvviso un lampo luminoso attraversò il cielo velocemente per andarsi a spegnere quasi al limitare dell’orizzonte: “Che meraviglia! – fece Gloriabella – una stella cadente! Chissà che fine fanno le stelle quando cadono sulla terra?”.

E come per magia la risposta a questo quesito di portata cosmica si trovò all’improvviso proprio dietro l’angolo, anzi, per essere più precisi si trovò dietro al cespuglio di rose che abbelliva l’angolo più lontano del giardino. 

“Chi c’è là?” domandò un po’ spaventata la piccola Gloriabella, avvicinatasi nel frattempo al cespuglio di rose diventato ancor più bello, illuminato com’era da uno strano bagliore azzurrino. Ebbene, sorpresa delle sorprese, la stella cadente che la nostra piccola amica aveva appena vista solcare il cielo era atterrata proprio nel giardino, con il suo carico di misteri spaziali e quesiti irrisolti.

“Non ti preoccupare – disse la stella cadente mentre era intenta a rimettersi a posto la frangetta colore argento – mi chiamo Claretta e sono una giovane stella della costellazione del Cigno. Come altre mie sorelle sono un po’ sbadata e mi capita di perdere l’equilibrio e cadere qui sulla terra. Pensa che l’ultima volta per tornare a casa ho dovuto addirittura chiamare il taxi!”. 

Gloriabella e Claretta incominciarono quindi a chiacchierare amabilmente e, come si può ben intuire, curiose com’erano, entrambe approfittarono dell’occasione per parlare delle proprie vite, dei propri sogni e progetti.

I minuti e le ore di quella piacevole nottata agostana passarono velocemente e piacevolmente, tra una risata ed un bicchiere di lattementa.

E così Gloriabella scoprì che anche le stelle hanno una mamma e un papà, che pure loro devono andare a scuola ad imparare la grammatica e le tabelline e che fanno un sacco di capricci quando si tratta di mangiare il minestrone o la parmigiana di melanzane.

“Ma pensa un po’, cara Claretta, lo sai che invece a scuola ci hanno detto che voi stelle cadenti non siete altro che dei frammenti di asteroidi che entrano in contatto con l’atmosfera del pianeta terra?”

“Vedi Gloriabella, anche questo è vero, ma in una notte come questa tutto può succedere!”. 

E le due amiche continuarono a parlare e a giocare insieme quasi fino all’alba, quando i genitori di Claretta arrivarono a bordo di un torpedone intergalattico per riportare a casa la loro piccola stellina smarrita.

Claretta non se ne voleva andare ma alla fine dovette cedere all’insistenza dei suoi genitori e così Gloriabella rimase sola a pensare nel giardino: “Uffa, non importa essere bambina o stella; la storia è sempre quella e non cambia mai. Quando ci si comincia a divertire arrivano sempre mamma e papà a rompere le scatole”. 

Ma Gloriabella era davvero contenta di quella nuova amicizia cosmica; e poi era davvero molto tardi e in fin dei conti ci sarebbero state ancora tante altre occasioni per giocare con Claretta, la piccola stella cadente un po’ distratta che una sera finì sulla Terra.
 
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