| 35. LA SCUOLA CHE NON RICOMNCIAVA MAI |
|
|
|
|
Era ormai giunta la terza settimana di ottobre, ma di quella prima campanella che avrebbe decretato l’inizio dell’anno scolastico ancora nessun segno. Silenzio assoluto. Il preside, i professori, i bidelli, e gli studenti dell’Istituto Magistrale “Giacomo Leopardi” di Montarozzo di Sotto erano attoniti e stupiti: da più di un mese tutti quanti si radunavano nel grande atrio della scuola, di fronte alle pareti adornate da antichi affreschi e dalle teche contenenti targhe e medaglie testimoni dei successi sportivi degli studenti del passato, in attesa di ricominciare un nuovo anno scolastico, ma ogni giorno, alle otto in punto, niente di niente. Niente campanella, niente corsa alle aule, niente lezioni di latino o geografia, niente ora di ginnastica e niente quarto d’ora d’intervallo. Per farla breve, dopo la lunga pausa estiva, sembrava proprio che la scuola non volesse ricominciare mai. “Le nostre preghiere sono state esaudite – esclamò un ripetente della 4° D – la scuola non ricomincia più e noi studenti staremo in vacanza per sempre!”. Altri ancora si unirono in coro: “Urrà! Evviva le vacanze! Abbasso la scuola, l’algebra e l’aritmetica”. E così l’intero corpo studentesco – beneficiato da questo inaspettato ed apprezzato regalo della sorte – si organizzò di conseguenza: vennero organizzate lunghe passeggiate sulla spiaggia o partite di pallone; si fecero nuovi viaggi e scampagnate in città vicine e luoghi d’arte; e poi ancora feste, sagre e grandi pranzi. In pratica così tutti quanti gli studenti, dalle prime classi a alla quinta, continuarono a comportarsi come se l’estate non fosse ancora finita e anzi, come se si trovassero ancora in pieno agosto, quando si è al mare e nessun pensiero riguardante interrogazioni e compiti in classe passa per la testa. Ma in realtà, a dirla tutta, proprio estate non era: l’autunno anzi arrivò un po’ più presto del previsto e già dalla fine si settembre tante foglie erano ingiallite e, cadute dagli alberi, si ammassarono ai bordi delle strade e dei sentieri; la temperatura incominciò a calare bruscamente e le canottiere e le braghe corte cedettero il passo ai maglioncini e ai pantaloni di velluto. Qualcuno si azzardò addirittura a tirare fuori dagli armadi i cappotti e le sciarpe, quasi come a prevenire un lungo e freddo inverno ormai imminente. Le vacanze, con la campanella dell’Istituto “Giacomo Leopardi” misteriosamente muta, continuarono inesorabili giorno dopo giorno, tant’è che a inizio novembre ormai quasi tutti gli studenti si erano stancati di quel tran-tran fatto di ozio e riposo. In tanti cominciarono ad annoiarsi e morte e perfino lo Zanetti, che era uno degli alunni più discoli e scansafatiche venne sentito dire che se anche la scuola fosse ricominciata non sarebbe poi stato così male. Poi, un bel martedì di fine novembre, la campanella fece finalmente sentire la sua voce argentina: “Driiii-driiii-driiiiiiin!”. Con un bel ritardo di più di due mese le lezioni erano al fine ricominciate. Studenti ed insegnanti si diedero da fare per recuperare il tempo perduto e per mettersi al pari con i programmi ministeriali e così, prima di Natale, tutto era tornato come sempre sarebbe dovuto essere. Nessuno sembrò in grado di capire la ragione di questo bizzarro accadimento. La campanella venne controllata più volte dal preside, dal provveditore e pure dagli ispettori ministeriali, ma non furono mai trovati segni di sabotaggi, manomissioni o altri incidenti. Venne pure scritta una relazione ministeriale, ma più che altro si trattava di un mucchio di parole di stampo burocratico e poco altro. Il mistero della “scuola che non ricominciava mai” – come i soliti giornalisti delle tivù e dei quotidiani locali l’avevano chiamato – rimase tale e con il passare del tempo nessuno ne fece più menzione. Di certo si sa che gli studenti dell’Istituto Magistrale “Giacomo Leopardi” capirono sulla propria pelle il valore delle vacanze e dell’impegno quotidiano. Senza l’uno non ci possono essere nemmeno le altre! Però … magari, visto che abbiamo tutti capito la morale di questa favolette … ancora una settimana … che ne dite? Tutti al mare? |
| < Prev | Next > |
|---|


