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Quando fa caldo, ma caldo davvero, non c’è niente di meglio di fare una scappata al chiosco sotto casa per cercare refrigerio con una bella scorpacciata di delizie rinfrescanti. E qui, bisogna dire la verità, la scelta si fa davvero ardua: meglio abbandonarsi alla morbida freschezza di un bel gelato alla crema e alla nocciola oppure tuffarsi nel mare dissetante di una bella granita alla menta?
Il dubbio amletico assale anche le persone più sicure e decise: una volta il Ragionier Cipolla – convinto di andare in gelateria per una coppa di gelato cioccolato e fragola – se ne uscì invece con un bicchiere gigante di granita al tamarindo, salvo poi, qualche minuto più tardi, pentirsi della scelta e rimuginare tra sé: “Oh, che peccato! E se avessi preso invece il gelato? Oppure un altro gusto di granita, tipo il limone o la cola?”.
Decisamente si tratta di scelte deliziose e per niente impegnative, tuttavia ogni scelta porta con sé determinate conseguenze e – come ben sa il Ragionier Cipolla – se hai comperato il gelato non puoi gustarti la granita e viceversa.

Mentre tutti hanno almeno una volta affrontato questo dubbio lancinante, non si può dire che sia di pubblico dominio la vera storia che sta dietro a queste delizie del palato.
Infatti, tanto tempo fa, quando gli animali parlavano ancora con gli umani e quando gli oggetti di tutti i giorni erano animati e dotati di un certo caratterino, nel Paese di Villapistacchia scoppiò una guerra senza quartiere tra le granite ed i gelati.
E come sempre accade con le guerre, il tutto cominciò per una sciocchezza senza significato: “Sono io il vero Re dell’Estate – proclamò serio ed imperioso un cono al caffè – infatti solo io racchiudo in me la freschezza necessaria per superare l’arsura agostana e l’energia rigenerante della caffeina! Io solo ho il diritto di essere messo in vendita in una gelateria che si rispetti!”.
“Ma nemmeno per scherzo – ribatté una grattachecca all’amarena con guarnizione allo zucchero e limone che aveva appena fatto capolino da dietro al bancone dei chinotti – io sono la vera superstar contro il caldo e l’arsura! Per assaggiare le mie bontà le genti fanno miglia e miglia e sopportano con pazienza code lunghe anche due ore!”.
“Zitti voi due! Non avete ancora fatto i conte con me – s’intromise così una cassata guarnita da una montagna di canditi colorati – io sola sono il dessert preferito dalla nobiltà e dai principi di tutto il mondo!”.
E così tutti i gelati, i coni, le coppette, gli yo-yo, i ghiaccioli, gli affogati, le granite, i moretti, passarono poco dopo alle vie di fatto.
Lo spettacolo che si parò dinanzi agli occhi degli allibiti passanti fu tanto sconcertante ed insolito quanto dolce e rinfrescante: una granita alla cedrata assestò un fortissimo manrovescio ad un cremino al bacio che per tutta risposta tirò le trecce ad una coppetta allo chantilly e fiordilatte; il gelato alla fragola si coalizzò temporaneamente con quello ai frutti di bosco e riuscirono ad avere la meglio su impacciato sorbetto alla mela verde contenuto in un pretenziossimo bicchiere da cocktail; crema e zabaione cominciarono a prendersi a calci negli stinchi e così via, finché il chiasso ed il frastuono giunsero fino alla casa di Gedeone il Golosone, noto buongustaio del Paese di Villapistacchia.
Gedeone – che dopo pranzo era solito concedersi una pennichella di almeno due ore visto che non mangiava meno di quattro piatti di pastasciutta, cinque braciole, tre polli allo spiedo e due torte al cioccolato – si svegliò dal suo meritato sonnellino alquanto turbato e decisamente indispettito: s’infilò i suoi pantaloni color kaki taglia 62, le scarpe marroni numero 47 e a bordo della sua lambretta giunse alla piazza del paese dove era scoppiato quel putiferio infernale tra gelati e granite.
Dopo qualche istante che gli servì per studiare meglio la situazione Gedeone s’intromise nella zuffa e risolse le cose a modo suo: in men che non si dica il famelico panzone si divorò tutti i combattenti dal primo all’ultimo, terminando di fatto in poco tempo quella guerra così bizzarra.
“E che questo serva a tutti di lezione – sentenziò il buon Gedeone – granite e gelati sappiano che una tal gazzarra, oltre ad essere uno spettacolo poco edificante, è anche sciocca ed inutile: tutti noi umani infatti vi amiamo e vi apprezziamo per quello che siete, senza fare differenza alcuna. Granite e gelati di tutti i gusti e di tutto il mondo siano avvisati!”.

Da quel giorno, per paura di essere affrontati e divorati senza pietà da Gedeone il Golosone granite e gelati non hanno più litigato tra loro e anzi, ancora oggi, le troviamo insieme in bella mostra presso i chioschi e le gelaterie.
Ma se solo vi capita di sentire un cono alla vaniglia lamentarsi nei confronti di una granita ai frutti esotici a proposito di questo o quel problema, state certi che in men che non si dica spunterà a bordo della sua lambretta Gedeone, pronto a divorare tutto quanto e a lasciarvi con un palmo di naso e con una voglia matta ed insoddisfatta di un bel gelato o di una granita.
 
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