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Tanti anni fa il Regno d’Inghilterra era governato da una Regina saggia e buona di nome Carolina. Un bel giorno, mentre si trovava in Galles per una visita ufficiale, la Regina si sporse fuori dalla propria carrozza per salutare la folla festante quando, a causa di un sobbalzo dovuto ad una buca profonda, la corona le scivolò dalla testa, cadde sul selciato e si ruppe in mille pezzi.

Dato che non si poteva nemmeno pensare ad una Regina senza corona, il Gran Ciambellano affidò al gioielliere di corte il compito di realizzare una nuova corona ancora più bella e resistente della precedente. Dopo una settimana di duro lavoro la nuova corona – d’oro zecchino e ricoperta di zaffiri e lapislazzuli – era finalmente pronta e così venne organizzata una fastosa cerimonia per la nuova incoronazione.

Tutta la corte si riunì in pompa magna nella Sala del Trono, ma quando l’Arcicardinale posò la corona sul capo della Regina accadde qualcosa di inaspettato e mai visto: la corona risultò troppo larga e per quanto ci si sforzasse di piazzarla in equilibrio sulla reale testolina il prezioso diadema continuò a cadere di lato e a scivolare sulle spalle della povera Carolina.

A quel punto tutti cortigiani vennero presi dal panico poiché non si poteva nemmeno concepire una regina senza corona! Occorreva al più presto una soluzione altrimenti l’integrità del Regno d’Inghilterra sarebbe stata minacciata. In molti si fecero con proposte e soluzioni e la Regina Carolina, che oltre essere saggia e buona era pure molto paziente, ascoltò tutti quanti.

Il dottore di corte, con i suoi alambicchi e le sue strane pozioni, suggerì degli impacchi specifici di margarina e chiodi di garofano al fine di gonfiare la testa della Regina fino alla dimensione desiderata. Il Primo Giudice della Corte Suprema propose invece di incaricare due servi di tenere in ogni istante la corona troppo larga in equilibrio sulla real testa, mentre uno dei cavalieri azzardò perfino l’ipotesi di un cambio di regina: “Basta trovare una nobildonna con la testa sufficientemente grossa e il gioco sarà fatto”. Il giullare di corte suggerì che forse la corona andasse indossata al contrario, mentre il Conte di Barbagià propose invece di utilizzare la stregoneria per tenere sospesa la corona al punto giusto; e così – per farla breve – ogni persona presente alla cerimonia disse la sua, ma la soluzione non venne trovata.

Quando anche l’ultimo dei membri della Corte Reale fece la sua proposta (“Potremmo legare la corona alle zampe di due corvi che poi volerebbero sulla testa della Regina”) la saggia Carolina prese in mano la situazione:
“Cari cortigiani, io voglio bene a tutti quanti e prometto che regnerò sempre con giustizia ed equità. Ma è per questo che voi siete i sudditi ed io la Regina. Per far sì che la corona mi calzi a perfezione basta semplicemente che la si faccia rimpicciolire dal gioielliere di corte. Vedrete che poi tutto andrà bene e il Regno d’Inghilterra tornerà ad avere una Regina incoronata!”.

E così accadde per davvero: la corona venne rimpicciolita giusto un po’ e dopo questo intervento stette in equilibrio senza problemi sulla testa della Regina.

Da quella volta, grazie a quel bagno d’umiltà, i cortigiani del Regno di Inghilterra capirono che nella vita c’è chi è nato per fare la Regina e chi invece è nato per essere un semplice suddito.
 
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