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Presso la ditta “Zagulon & Figli S.n.c.” – rinomata impresa del pianeta Marvon III e leader incontrastata del settore dei succhi di frutta della Galassia 6 – lavorava da qualche mese un Robot-amministratore della nuovissima serie “Biz-tron 2-Advance”.
Era stato il Commendator Zagulon in persona a richiedere l’acquisto del Robot Biz-tron, dopo che aveva seguito un interessantissimo seminario motivazionale per Capitani d’Industria e Marescialli da Bottega organizzato dall’Università Bucconi, dove si era detto che l’unico modo per incrementare gli utili era quello di fare riscorso alla mente schematica e prevedibile di un robot.

L’automa del quale ci occupiamo in questa favoletta si chiamava “U.G.O.” (che sta per “Unità Gestione Organizzativa”) ed era il responsabile della direzione del personale della ditta Zagulon.
UGO lavorava incessantemente giorno e notte e sotto la sua direzione il fatturato generale era aumentato del 320% in soli due mesi e l’efficienza produttiva era schizzata letteralmente alle stelle. Tali brillanti successi – tuttavia – avevano avuto un prezzo molto alto, poiché UGO aveva spremuto senza pietà gli operai e gli impiegati della ditta a tal punto di inimicarseli tutti quanti.

Inoltre UGO il Robot teneva con tutti un atteggiamento arrogante ed impertinente e la cosa di certo non lo rendeva più simpatico ai suoi poveri colleghi di lavoro:
“Bzzz…elaborazione richiesta ferie inoltrata da Operaio Livello III…computo e scomputo richiesta…bzzz…parere negativo…richiesta ferie negata…bzzz”.
Oppure: “Bzzz…necessità aumento ritmi di lavoro impongono soluzione Alfa-ter…bzzz…ovvero riduzione del 43% del tempo destinato alla pausa pranzo”.
Ancora: “Bzzz…bzzz…richiesta aumento stipendio…elaboro dati…impossibile evadere richiesta…aumento respinto”. E così via.

In breve tempo UGO divenne il direttore del personale più odiato di tutto il sistema Marvoniano e così gli impiegati e gli operai della Zagulon si riunirono in assemblea per discutere il da farsi.
Il primo ad intervenire all’Assemblea Sindacale fu l’operaio di IV livello Giuseppone Sbazzutti, leader del sindacato S.T.I.U.L.P che propose di indire uno sciopero a singhiozzo ed uno a singulto ritmato; ovviamente i consiglieri dello S.M.A.L.T. non potevano essere d’accordo con tale idea e proposero invece l’organizzazione di un picchetto di protesta davanti ai cancelli della ditta, con tanto di lancio di uova marce e pomodori transgenici scaduti. L’atmosfera si surriscaldò e le due opposte fazioni, dimenticando che il problema era rappresentato dalle insopportabili condizioni di lavoro imposte dal Robot-direttore UGO, si lasciarono andare ad urla, insulti e spintoni.

Quando tutto sembrava perduto e il fronte dei lavoratori e dei sindacati ormai irrimediabilmente spaccato si alzò da una delle sedie dell’ultima fila un giovane ingegnere neo-assunto che – con grande fatica – riuscì a prendere la parola:
“Mi sembra che qui si chiacchieri tanto e non si risolva un bel fico secco – disse con tono sicuro il giovane Ingegner Martino – io la soluzione ce l’ho, solamente ho bisogno di conferire personalmente con il Direttore UGO”.
“Come ti permetti tu, che sei un novellino, di insegnare come condurre una trattativa sindacale a noi che lavoriamo da 40 anni nel settore? – sbottò il Ragionier Pezzoni del B.U.R.P., il sindacato più duro e più puro il quale aveva personalmente condotto il famoso sciopero del 2539 sulla Nebulosa XP31 – inoltre tutti i colloqui che abbiamo avuto con quel pestifero Robot si sono risolti con un nulla di fatto. Anzi, si può proprio dire che è inutile ragionare con quell’ammasso di chip e transistor”.
Ma visto che nessuno aveva nuove idee l’Assemblea decise che si poteva benissimo giocare la carta del giovane Martino, tanto le cose non sarebbero potute peggiorare. “Massì, concediamoli di trattare per tutti noi, se non altro quel giovane Ingegnere si accorgerà che le cose non sono poi così semplici”.

Il giorno dopo Martino si recò nell’ufficio del Direttore UGO e rimase lì dentro per un quarto d’ora circa.

Al termine di quel breve incontro tutti i suoi colleghi vollero sapere come era andata ma Martino disse semplicemente: “Aspettate e vedrete”. E le cose, alla “Zagulon & Figli S.n.c.” cambiarono veramente: più ferie, più permessi, aumenti di stipendi, indennità sanitarie, straordinari pagati il triplo del normale e mensa a cinque stelle. Insomma, una settimana dopo l’intervento di Martino la Zagulon era diventata una ditta paradisiaca dove le ore lavorative trascorrevano piacevolmente. E di certo, in quel clima così pacifico e favorevole, al produzione non ne risentì affatto.

“Martino – chiesero i vertici del sindacato al giovane Ingegnere – si può sapere cosa hai detto al Direttore UGO per fargli cambiare così drasticamente la sua politica di schiavismo e di sfruttamento? Hai forse utilizzato la tattica di trattativa “del ribasso contro-bilanciato”? Oppure hai citato le tecniche microeconomiche del Professor Zampetti? No, aspetta, devi senz’altro avere minacciato lo sciopero super-totale con blocco indefinito delle strade provinciali e statali!”.
Martino – che era il classico Ingegnere con la camicia a quadretti, le penne nel taschino e le spalle un po’ spioventi – sorrise beffardo, appoggiò gli occhiali sulla punta del naso e disse:
“Non dimenticatevi che io sono un Ingegnere Informatico e che UGO è pur sempre un Robot, magari un Robot complesso e super-accessoriato, ma pur sempre un Robot. Non ho usato nessuna tecnica di convincimento o trattativa particolare: mi è bastato modificare la sua rete neurale di controllo con questo chip che ho preso da un vecchio videogioco”.

Tutti i sindacalisti della “Zagulon & Figli S.n.c.” rimasero basiti: tutto il loro parlare e litigare non aveva portato ad alcun risultato. Era bastato invece un po’ di buon senso e un po’ di buona volontà dimostrata concretamente da un Ingegnere novellino un po’ secchione.

Questa favoletta dal futuro ci insegna che talvolta – per risolvere i problemi – occorre guardare un po’ più in là della punta del proprio naso.
 
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