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Un tempo lontanissimo il Mondo di Sempreieri era popolato da animali fantastici e meravigliosi: tutti vivevano in pace e regnava ovunque l’armonia.
Nei mari del Sud non era raro scorgere le “balene alate” che svolazzavano sulla risacca e lambivano leggere le onde suonando il banjo e la chitarra. Sulle montagne più alte, tra ghiacci eterni e rocce maestose i “lupi invisibili” giocavano a rimpiattino e fumavano la pipa. Giù in pianura i “calabroni contadini” aravano la terra e coltivavano i campi di zucchero filato. Tra i verdi rami delle querce giganti i “tordi tessitori” confezionavano abiti da gran gala, mentre sotto la terra le “turbo talpe” si occupavano della costruzione di piccoli utensili da cucina.
Gli abitanti di Sempreieri, che all’epoca godevano di un periodo di pace e serenità mai vista, passavano le giornate a cantare e a scrivere poesie, ammirando lo spettacolo che quella natura insolita e preziosa offriva loro.

Ma un brutto giorno il Gran Consiglio della Burocrazia – che fino a quel punto si era occupato di organizzare le gare lancio delle biglie sulle spiagge – decise che tutta questa stupefacente fantasia era eccessiva e che gli animali e gli altri esseri viventi si sarebbero dovuti dedicare a cose serie ed importanti, come organizzare corsi di marketing e comunicazione, compilare la dichiarazione dei redditi e riorganizzare il catasto immobiliare.
“Uomini ed animali la smettano di pensare a cose frivole e gioiose – dichiarò il vice-direttore della Terza Divisione dell’Ufficio Pratiche Attuariali – occorre impegnarsi per essere più produttivi ed efficienti”.
Fu così che nacquero le banche, le assicurazioni, gli Istituti di Previdenza e gli Uffici del Registro: il Mondo di Sempreieri divenne in breve tempo un posto grigio e banale.

Gli animali, considerati alla stregua di inutili distrazioni, vennero obbligati a trasferirsi nelle foreste, nei mari, su nel cielo e nelle zone più lontane e nascoste. E così, nel giro di qualche anno, gli uomini si dimenticarono dei loro amici alati, piumati e a quattro zampe e dedicarono loro stessi e le loro vite unicamente al lavoro e alla produzione. Le fabbriche presero il soppravvento e l’inquinamento divenne veramente insopportabile. I sorrisi della gente si tramutarono in smorfie di disgusto e l’invidia e la sete di potere invasero il cuore di tutti: ovunque scoppiarono guerre e tumulti.
La fantasia era stata sconfitta e al suo posto regnava incontrastata la stupidità. Il Mondo di Sempreieri era ormai condannato a vivere nella tristezza e nella povertà d’animo.

Gli animali, delusi e rattristati da tanta ottusa cattiveria decisero di abbandonare in massa il Mondo di Sempreieri, diventato per loro del tutto inospitale: gli “elefanti carpentieri”, aiutati dalle “giraffe ingegneristiche” e dai “dromedari metallurgici” progettarono e costruirono un’enorme navetta spaziale che avrebbe trasportato tutti gli animali di Sempreieri verso Mondi lontani e migliori.
Il lancio della navetta “Fantàsia II” avvenne con successo e quasi nessuno tra gli uomini di Sempreieri si accorse di quello strano bagliore argentato che attraversò con un sibilo una notte di fine agosto: “Sarà un nuovo cannone progettato dall’Esercito Federale” pensò un burocrate di IV livello della zona di controllo doganale.

Dopo un lungo peregrinare spaziale tra comete e stelle giganti gli animali avvistarono un simpatico pianeta azzurro, pieno di acqua e piante. “Questo pianeta sembra fatto apposta per noi – dissero i più anziani e saggi tra gli animali – qui ci stabiliremo e cominceremo una nuova vita”. E fu così che gli animali del Mondo di Sempreieri si stabilirono milioni di anni fa sul Pianeta Terra, dove abitiamo anche noi esseri umani.

La mia speranza è che gli animali si trovino sempre bene in nostra compagnia e che non perdano la voglia di condividere con noi il Pianeta Terra. Per fare questo dobbiamo stare attenti a non far trionfare la stupidità e a tenere alto il potere della fantasia.
Per ora le cose vanno ancora abbastanza bene: ma il pericolo di vedere leoni, scimmie ed elefanti che costruiscono una navicella spaziale è sempre dietro l’angolo. Quello sarà il giorno in cui la fantasia sarà stata dimenticata per sempre. Ma per fortuna, fintanto che ci sarà anche solo un terrestre che sogna grazie alle favole e alla fantasia, tale pericolo rimarrà scongiurato.
 
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