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Immagino che tutti voi sappiate cos’è un telefono. Oggi ce n’è di tutti i tipi e per tutti i gusti: telefoni fissi, telefoni cellulari, telefoni VOIP, telefoni GULP e pure telefoni a gettoni, a manovella e a vapore.
I telefoni sono veramente dappertutto e sembra quasi che la gente non possa fare a meno di sentirsi alla cornetta, anche solo per comunicare le cose più inutili e scontate. Ecco una tipica telefonata dei nostri giorni: “Ciao, dove sei? Io sono in treno! E quindi non sei ancora arrivato?! Eh, no: sono in treno!”. Oppure: “Tu non sai chi ho incontrato ieri sera alla festa del Conte Cavololupo!? No, non saprei, chi?”. E così via. Colloqui tanto inutili quanto noiosi.

Ma anche il telefono più moderno ed accessoriato – come ad esempio l’ultimo modello di Motosiemsungorola, sì, proprio quello che ti collega in diretta a tutte le partite di calcio del mondo, ha le super-suonerie polifoniche del Maestro Uto Ughi e fa pure i toast in alta definizione – non potrà mai arrivare al livello del mio fidato telefono magico.

A prima vista sembra uno di quei vecchi apparecchi “a disco”, con tanto di ghiera girevole con i 10 buchi numerati per infilare al meglio le dita. E in effetti – e qui non c’è davvero nulla di magico – può funzionare come un normale telefono per permettervi di chiamare la Zia Enrica o di ordinare una margherita da asporto dalla pizzeria all’angolo.

Però se componete tre volte il numero “zero” e aspettate che il disco abbia terminato il suo giro sferragliante succede l’incredibile: il vecchio telefono grigio, una volta così attivata la sua funzione magica, grazie ad una serie di musiche rilassanti e di frasi sagge ed azzeccate, è in grado di calmare i vostri nervi, risolvere i vostri problemi e – più in generale – donarvi calma e serenità.

Giornata difficile al lavoro? Il mio telefono mi rassicura dicendomi che la vera ricchezza è data da ciò che si è e non da ciò che si fa. Un problema col vicino di casa? Fa niente, il vecchio apparecchio fa suonare la Primavera di Vivaldi che tanto mi piace e mi distende.
Insomma: meglio di una settimana ai Caraibi o di un week-end al Centro Benessere “Il Nettare degli Dei” di Pellebella Terme!

Sono proprio fortunato ad avere questo telefono magico e devo proprio ringraziare il mio lontano cugino Ernesto che me lo regalò di ritorno da un lungo viaggio dal Giappone. Fortunato perché normalmente la gente al telefono si agita, strilla, urla e s’arrabbia. Io, invece, col mio telefono magico divento la persona più tranquilla della terra.

Però mi viene un dubbio e alle volte mi chiedo: non è che la gente lo fa apposta di arrabbiarsi al telefono per darsi un tono e per sembrare importante? Sempre più spesso mi sembra che ai tempi nostri un sorriso sereno venga scambiato per una dichiarazione di debolezza più che per un segno di felicità ed accoglienza.

Meno male che esistono i telefoni magici e che tanti bambini si addormentano ancora facendosi leggere le favolette dalla propria mamma!
 
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